L’ARTE DI IMMAGINARE:
LA FOTOGRAFIA, IL COLORE, IL MOVIMENTO
ciclo di esperienze attraverso le immagini, i colori e la gestualità
“Diamo alle cose il proprio nome”
L’ARTE…
In senso lato è la capacità di agire e di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche.
…DI IMMAGINARE
La parola latina da cui deriva è “imaginari” (derivata da “imago” – immagine)
In genere significa rappresentare alla propria fantasia persone, cose, avvenimenti in forma di immagini; è assai comune, accanto a immaginare, la forma immaginarsi (cioè «immaginare a sé, dentro di sé»), che meglio esprime il carattere interiore, soggettivo, dell’attività immaginativa, astratta dai suoi rapporti con la realtà.
LA FOTOGRAFIA, IL COLORE…
Dal greco “phos” –“photos” luce e “graphia” da “grapho” disegno, dipingo, rappresento: fotografia significa quindi “scrittura-disegno di luce” o “con la luce”: è l’arte di fissare le immagini. Ed è la luce che ci permette di percepire il colore
…IL MOVIMENTO
Altri elementi a nostra disposizione sono la gestualità e il movimento che ci portano cambiamento, trasformazione, creatività.
Immaginazione e movimento, spiritualità e corporeità costituiscono la nostra essenza e accompagnano la nostra vita e l’attuazione dei nostri gesti creativi, la nostra arte.
Il piacere del movimento, anche attraverso alcune tecniche tantriche e taotiste basate sul respiro e il movimento di vari distretti corporei, ci aiutano a risvegliare le funzioni del nostro
organismo. L’individuo così interpreta e costruisce la propria visione del mondo, è artefice del proprio cambiamento, crea il proprio punto di vista.
QUINDI PER NOI
L’etimologia offre il senso e descrive la bellezza di un gesto che prima o poi molti hanno compiuto: scattare una foto.
Con le nostre capacità basate su regole e esperienze possiamo legare l’immaginazione alla realtà concretizzando attraverso la macchina fotografica la rappresentazione interiore di cose e persone. Così anche IMMAGINARE DIVENTA ARTE: la luce, il luogo, il movimento, la relazione con altre persone, arricchiscono ciò che abbiamo dentro e trasformano un semplice gesto in un’esperienza emozionante (da e-movere – muovere fuori), un momento magico, irripetibile, ma che si può in parte rivivere rivedendo l’immagine e condividendo successivamente quella emozione.
La fotografia diviene quindi ricerca ed espressione delle proprie emozioni: è la finestra sul nostro mondo interno, che ci permette di conoscere noi e l’altro e di farci conoscere dagli altri.
H. C. Bresson diceva: “La macchina fotografica è per me un blocco di schizzi, lo strumento dell’intuito e della spontaneità. Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l’immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. Fotografare è riconoscere nello stesso istante e in una frazione di secondo un evento e il rigoroso assetto delle forme percepite con lo sguardo che esprimono e significano tale evento. E’ porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. E’ un modo di vivere.
RIFLESSIONI SU FOTOGRAFIA E PSICHE…
(da “Fotografia, metafora di noi stessi e del nostro tempo” di Floriana Di Giorgio – Psicologa)
“Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento“
Henri Cartier Bresson
Le fotografie sono sempre più parte della nostra vita, rivelano i nostri tempi e, a chi lo sa interpretare, il nostro inconscio.
L’artista attraverso le sue opere non solo esprime le proprie visioni interiori, ma comunica le sofferenze e gli stati d’animo del suo tempo e, in questo modo, l’opera d’arte diventa uno specchio per i suoi fruitori (…)
Ciò che affascina dell’arte è il modo di penetrare negli strati più sotterranei della personalità di ognuno e di connettersi con queste parti profonde e nascoste, dando la possibilità di conoscerci in modo diverso e di emozionarci in positivo o in negativo.
Questo discorso generale fatto per l’arte, può essere applicato alla fotografia.
Secondo Herbert Kϋhn si possono distinguere due modi dell’espressione artistica: lo stile “sensitivo”, ossia riguardante una riproduzione diretta della natura, e lo stile “immaginativo”.
La fotografia sembra appartenere a entrambi: da un lato rappresenta in modo diretto la natura, sempre considerando il punto di vista del fotografo e dall’altro lato, soprattutto grazie alle moderne tecniche di manipolazione digitale, si esprime attraverso moduli onirici, astratti.
Con la fotografia l’uomo risponde al suo profondo bisogno di fermare l’attimo fuggente (vedi grandi fotografi come Cartier bresson…).
Ogni fotografia può assumere significati diversi agli occhi dell’osservatore, che proietta su di essa la propria interiorità e i propri vissuti. Sia che le si produca, sia che semplicemente le si osservi, attraverso le fotografie possiamo dar voce al nostro mondo interiore, molto spesso difficile da esprimere con la comunicazione verbale.